GLI APPUNTAMENTI DE LA LAMPADINA – APRILE/GIUGNO 2026

Dal 10 al 12 aprile 2026
ALL AROUND L’AQUILA

A inizio aprile, dopo la pausa pasquale, ci muoviamo verso l’Abruzzo iniziando con la visita allo splendido Sacro Speco di Subiaco continuando poi per L’Aquila che quest’anno è capitale italiana della Cultura, una città che è riuscita a rinascere dalle sue rovine. Poco fuori dalla città la prima scoperta, santa Maria ad Criptas, un luogo magico, sconosciuto ai più, aperto su richiesta da un custode che arriva con le chiavi e attende la fine della visita dei foresti… e per finire ci aspetta il santuario della Madonna d’Appari a 10 minuti da Paganica, che chiude il cerchio di queste meraviglie abruzzesi, sempre un po’ trascurate dai soliti giri turistici, ancora poco conosciute.

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Mercoledì 15 aprile 2026 – ore 10.40 – GALLERIA COMUNALE DI ARTE MODERNA
GAM – UN SECOLO DI GALLERIA  COMUNALE 1925 – 2025

Il 28 ottobre 1925 nelle sale di Palazzo Caffarelli in Campidoglio vedeva la luce quella che oggi è nota come Galleria d’Arte Moderna.
Esattamente 100 anni dopo Roma Capitale celebra la fondazione della sua istituzione con la grande mostra nell’odierna sede museale di via Francesco Crispi, sorta all’interno dell’ex convento delle carmelitane scalze a San Giuseppe Capo le Case. Ad oggi sono oltre 3.000 le opere della collezione, tra dipinti, sculture, disegni e opere grafiche che testimoniano i movimenti e le tendenze artistiche di oltre due secoli, dal XIX° al XXI°. La mostra con le oltre 100 opere selezionate, tra cui autentici capolavori, consentirà di orientarsi tra queste esperienze, italiane ed europee, passando dal secondo Ottocento alle avanguardie come il Futurismo; e ancora la Secessione, la Scuola romana, Novecento e il Ritorno all’ordine, per proseguire poi con il secondo dopoguerra e i nuovi canoni dell’Astrazione, dell’Informale e della Neoavanguardia, e costituiranno la bussola ideale con cui il visitatore potrà attraversare un secolo di arte e storia, ripercorrendo al contempo l’evoluzione della Galleria capitolina attraverso sedi, date e avvenimenti fondamentali che l’hanno riguardata: dall’inaugurazione nel 1925 a Palazzo Caffarelli e la riapertura nel 1931 con il nome di Galleria Mussolini, curata da Antonio Muñoz, alla prima Quadriennale nel 1931 a Palazzo delle Esposizioni; dalla rinascita a Palazzo Braschi nel 1952 alla nuova sede a Palazzo delle Esposizioni (dal 1963 al 1972) a cura di Carlo Pietrangeli. Fino ad arrivare alla doppia inaugurazione del 1995 e del 2011 nella sede attuale.
Un secolo di cambiamenti, trasformazioni e stravolgimenti il cui unico scopo è stato quello di tutelare e valorizzare l’arte moderna.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma

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Mercoledì 22 aprile 2026 – ore 11.00 – MUSEO DEL CORSO – POLO MUSEALE, PALAZZO CIPOLLA
DA VIENNA A ROMA. MERAVIGLIE DEGLI ASBURGO DAL KUNSTHISTORICHES MUSEUM

La mostra – a cura di Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del Kunsthistorisches Museum — riunisce per la prima volta in Italia, oltre cinquanta capolavori provenienti dalle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna che raccontano la nascita, lo splendore e la complessità di una delle più grandi imprese culturali d’Europa. Le opere raccolte o commissionate dalla Casa d’Asburgo restituiscono l’immagine di un impero multietnico, multiculturale e multireligioso che ha fatto dell’arte uno strumento di rappresentazione culturale, diffusione del sapere e dialogo tra civiltà. L’esposizione presenta opere dei maestri Rubens, Velázquez, Brueghel il Vecchio, Van Dyck e Cranach, accanto ai grandi artisti italiani Caravaggio, Arcimboldo, Tiziano, Tintoretto, Veronese.
A completare il percorso, una preziosa selezione di opere dalla Kunstkammer, una delle più straordinarie “camere delle meraviglie” europee, in cui gli incanti della natura e i trionfi dell’ingegno umano convivono in un universo di splendore, curiosità e contemplazione.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma

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Lunedì 27 aprile 2026
A FIRENZE PER MARK ROTHKO, OTTONE ROSAI E GEORG BASELITZ 
Ha aperto 10 giorni fa a Palazzo Strozzi la mostra Rothko a Firenze, una delle più importanti mostre mai dedicate a Mark Rothko (1903-1970), indiscusso maestro dell’arte moderna americana. A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra l’artista e Firenze. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come Rothko traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.
Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi permette di ripercorrere l’intera carriera di Rothko con oltre 70 opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.
Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.
Andremo anche al Museo Novecento dove il 25 marzo si è inaugarata la grande mostra Baselitz. Avanti! dedicata allo scultore e pittore tedesco Georg Baselitz. Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale, Baselitz fa della distruzione,financo della tragedia storica, culturale e sociale,una matrice fondante della propria opera. Figura pionieristica e anticonformista del secondo dopoguerra, l’artista ha promosso un rinnovamento radicale del linguaggio artistico, mettendo in crisi l’ordine accademico e rifiutando ogni modello precostituito. Celebre il suo rovesciamento delle immagini, atto simbolico e concettuale che destabilizza la visione e costringe lo spettatore a ricominciare da capo. Sempre al Museo Novecento Ottone Rosai. Poeta innanzitutto.  Lo stesso Baselitz fu estimatore del pittore fiorentino Rosai che conoobbe nel 1956 in città. La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un percorso unitario. Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo.
Ci accompagna Ludovico Pratesi

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14-17 maggio 2026
RAVENNA, POMPOSA, COMACCHIO E CHIOGGIA
Un giro che inizia a Ravenna, città che ospita 5 luoghi patrimonio Unesco di grande bellezza e spiritualità: la basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla placidia, con i suoi mosaici blu cobalto, Sant’Apollinare Nuovo e il Battistero neoniamo e la cripta di San Francesco, allagata per fenomeni di subsidenza. Risaliremo poi per la via Romea a Comacchio con le valli del delta del Po, con le saline e il Museo Archeologico. Continueremo verso l’estremità meridionale della laguna veneta, raggiungendo prima la splendida e nascosta abbazia di Pomposa, vicino a Codigoro e poi Chioggia, con le sue calli e i cuoi canali.

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19 maggio 2026 – ore 18.00

Il progetto dedicato a Mario Schifano, una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo di quel programma avviato da Palazzo Esposizioni di studio e valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, quella, in particolare, emersa nel fertile alveo della città di Roma.
«Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura», così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.
Ci accompagna in entrambe le esposizioni Ludovico Pratesi

 

26 maggio 2026 – ore 19.00
Presentazione

 

28 maggio 2026 ore 17.50
CONSTANTIN BRÂNCUSI. LE ORIGINI DELL’INFINITO AI MERCATI TRAIANEI
con aperitivo all’Roof dell’NH Fori Imperiali

La mostra si inserisce nel quadro delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brâncuși (1876-1957), una delle figure fondatrici della scultura moderna e nella cornice del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, elaborato e promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e realizzato con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dei Ministeri degli Affari Esteri romeni e italiani, l’esposizione è curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania Erwin Kessler. La mostra propone una rilettura innovativa dell’opera di uno dei principali protagonisti della scultura modernista del Novecento, mettendone in luce le radici culturali e formali attraverso un duplice asse curatoriale. Da un lato, l’influenza della tradizione artigianale e simbolica dell’Oltenia (regione della Romania), terra natale dell’artista, con il suo uso della “taille directe” e i motivi arcaici dell’intaglio ligneo; dall’altro, il confronto con la scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione come modello di perfezione formale e punto di partenza per l’astrazione dell’essenza delle forme.
Ci accompagna Alessandra Mezzasalma

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Giovedì 18 giugno 2026
VILLA ADRIANA/ANTICOLI CORRADO/MURALES DI SARACINESCO
Una giornata varia nei dintorni di Roma per visitare posti noti  come Villa Adriana e meno noti come Anticoli Corrado, un paese di 844 abitanti, datato circa all’VIII secolo. Tra il 983 e il 1267 Anticoli compare in diversi documenti ecclesiastici, in relazione a contese sulla sua signoria, contesa tra l’abbazia di Subiaco e laici che a vario titolo ne reclamavano il governo. Nel 1256 pervenne sotto la signoria di Corrado di Antiochia, e il paese decise di aggiungere il nome del sovrano a quello di Anticoli per ricordare Corrado, il più illustre signore della sua storia, e rendergli omaggio. In seguito la signoria del paese fu venduta dalla famiglia Antiochia alla famiglia degli Orsini, e da questi nel XVI secolo a quella dei Colonna di Sciarra. Il paese è conosciuto  “Il paese degli artisti e delle modelle”: nella prima metà dell’800, infatti, venne scoperta dai numerosissimi pittori stranieri, arrivati a Roma dal nord dell’Europa alla ricerca dei paesaggi e delle atmosfere tipiche della campagna romana. Gli artisti affittarono molte stalle del paese, trasformandole nelle proprie abitazioni e in studi (un censimento del 1935 ne contava ben 55)
Ci sposteremo poi a Saracinesco,un paesino di 178 anime che sorge a 908 metri sul livello del mare sulla cima di un rilievo del gruppo montuoso dei monti Ruffi. In cima al ventoso e arroccato nucleo storico dai vicoli rivestiti di pietra calcarea vi sono i resti di una fortezza dell’XI secolo.  È un villaggio costituito da un piccolo gruppo di invasori saraceni che stanco delle guerre decide di stabilirsi lì e in seguito di costruire un castello di cui oggi rimangono pochi resti. Saracinesco è quindi un borgo che porta i segni del tempo e che al tempo stesso ne è custode. Il paese infatti è considerato il Paese degli Orologi Solari, un vero e proprio Museo del Tempo diffuso, visibile passeggiando per i vicoli del borgo. Inoltre nel paese a fine giugno si svolge anche la grande festa dedicata alla street art “Samar Festival”, che l’anno scorso ha visto l’inaugurazione di tre murales in tre luoghi diversi del comune, realizzati da tre artisti di fama internazionale e dedicati alla storia e alle tradizioni del piccolo borgo montano.
Ci guiderà in questa eterogenea esplorazione Alessandra Mezzasalma

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