Articolo di Massimo Cestelli Guidi
Nel lontano passato del genere umano, è veramente esistita la Telepatia, ossia la trasmissione del Pensiero da una mente ad un’altra?
Mi ricordo che da ra
gazzino quando con mia mamma pensavamo e volevamo la stessa cosa, mia mamma diceva: è Telepatia! In realtà non lo era, si trattava semplicemente di una affinità mentale riguardo opinioni o modo di agire.
A metà degli anni Novanta la descrizione di un episodio di telepatia l’ho trovata in un libro scritto da un’americana trentenne, Marlo Morgan, che trovandosi per lavoro in Australia ha poi effettuato un’esperienza particolare con una tribù di aborigeni, rimasti nomadi e ancorati allo stile di vita dei primi Sapiens, raccoglitori e cacciatori.
Il libro E venne chiamata Due Cuori (Mutant Message Down Under), è il racconto della Morgan, della sua esperienza di vita: quattro mesi con una tribù di aborigeni, percorrendo 1400 miglia nell’Outback, dovendosi adeguare al loro stile di vita.
Durante questo vagabondaggio, la Morgan descrive un episodio che ha attirato la mia curiosità, perché si tratta di un fenomeno di trasmissione del pensiero a grande distanza.
Un giorno uno dei cacciatori della tribù parte di buon mattino per andare a caccia, deve procacciare carne per tutta la tribù.
Dopo circa due ore la Morgan vede il Capo Tribù, fermo e intensamente concentrato, e chiede chiarimenti ad uno dei cacciatori.
Lui la ammonisce di non parlare, perché il Capo proprio in quel momento sta comunicando a grande distanza con il cacciatore partito la mattina. Il cacciatore sta chiedendo al Capo il permesso di poter tagliare la coda del canguro che aveva cacciato, perché il canguro sarebbe risultato troppo pesante da trasportare nei circa 30 Km del ritorno. Il Capo gli dà il suo assenso e quando il cacciatore torna dopo più di un’ora, il grosso canguro è privo della coda. La Morgan era stata quindi testimone di un fenomeno di trasmissione del pensiero fra esseri umani, ossia di telepatia a grande distanza.
È probabile ritenere che in tempi arcaici, la comunicazione a distanza, che noi oggi attuiamo con i telefoni cellulari, potesse avvenire in modo naturale sfruttando un senso che all’epoca avevano gli umani.
Quando ho letto il libro non avevo elementi scientifici per valutare l’attendibilità dell’episodio, e neanche della modalità di trasportare il pensiero da una mente all’altra. In tempi recenti, consultando Internet, sui recenti progressi scientifici nel campo delle trasmissioni di fenomeni fisici tramite onde, e esaminando le critiche al libro della Morgan, susseguenti la pubblicazione del libro, per accertarne l’attendibilità, mi sono reso conto di una seria probabilità che sia esistito il fenomeno di telepatia fra i Sapiens di qualche millennio fa.
Le critiche al libro scritto dalla Morgan riguardavano alcuni dettagli di fantasia inseriti nel testo, come ad esempio vestire di piume colorate gli Aborigeni durane le loro cerimonie. Non ho trovato però che da qualcuno fosse messo in dubbio l’episodio di telepatia.
Come avveniva la trasmissione del pensiero da una mente ad un’altra?
Molto probabilmente si ritiene attraverso un fenomeno ondulatorio, del tipo di quelli che nella nostra civiltà tecnologica ci circondano in ogni istante. Per citarne alcuni, i fenomeni che si trasmettono tramite onde sono ad esempio: il suono, la luce (fenomeni percepiti direttamente), la radio, le microonde, le onde elettromagnetiche dei telefoni cellulari, della TV, del GPS (fenomeni questi non percepiti dai nostri sensi).
Recenti scoperte scientifiche hanno individuato gli effetti delle onde cerebrali, onde vibratorie che potrebbero, in particolari condizioni ambientali e per particolari soggetti, far passare il pensiero da una mente ad un’altra.
Particolari cond
izioni ambientali sono quelle dei grandi deserti australiani, privi di qualsiasi tipo di fenomeni ondulatori, ambiente ideale per la trasmissione delle onde cerebrali anche a grande distanza. Gli Aborigeni australiani sono umani particolari, che hanno popolato per 50.000 – 60.000 anni l’Australia, restando tale continente al di fuori della nostra civiltà fino alla fine del XVIII secolo, quando vi approdò la prima flotta di detenuti partita dall’Inghilterra.
Negli anni Novanta del secolo scorso, alcune tribù di aborigeni vivevano ancora nel deserto come nei millenni precedenti, e alcuni soggetti avrebbero potuto mantenere questo “sesto senso” della trasmissione delle onde cerebrali.
In definitiva i Sapiens in 70.000 anni hanno perso molto del potere dei sensi che possedevano, ed hanno sopperito a questo fatto, con lo sviluppo tecnologico, realizzando accessori e meccanismi di aiuto per potenziare i sensi, come ad esempio gli occhiali da vista e gli apparecchi acustici. Per la trasmissione del pensiero, avendo perso il “sesto senso”, ossia la facoltà della telepatia, hanno inventato la Radio, il Telefono la Televisione ecc.

