ARTE – Cleto Munari, arrivederci!

Cleto Munari designer è morto giovedì 18 giugno a 95 anni.
Era nato a Gorizia nel 1930, ha avuto la fortuna di abitare alla Rotonda, la più bella Villa del Palladio e sin dall’infanzia ha goduto dell’equilibrio e della forma essenziale della Bellezza.
Inizia la sua carriera di artigiano riproducendo in argento oggetti creati da grandi artisti fra i quali Kasimir Malevic con la sua famosa teiera a forma di locomotiva ordinata a suo tempo da Iosif Stalin, diventata in seguito oggetto iconico presente nei grandi musei tra cui il Moma a New York.
Per Carlo Scarpa, suo maestro, produce un servizio di posate e comincia anche a disegnare oggetti per l’arredamento che lo vedono collaborare con Mendini, Sottsass e Botta.
Diventa amico di artisti come Cucchi, Chia e Palladino e con ciascuno di loro crea oggetti come vasi, gioielli e tappeti.
Realizza una serie di penne stilografiche dando a ognuna il nome di un premio Nobel della letteratura, Saramago, Nagib Mahfuz, Tony Morrison e Saul Bellow, gli manca un nome per completare la serie The five pens.
É a questo punto che incontro Munari: una sera, a cena, in un vecchio chiostro lo trovo accanto a me vicino di tavola. Chiacchieriamo, mi prende in giro come cittadina di Vicenza “giramondo” e mi lancia una sfida: fra le mie conoscenze non c’è “per caso” un premio Nobel per la letteratura che gli permetterebbe di ultimare la sua collezione di penne stilografiche?
Povero Cleto, non sapeva che il mio primo sport è stato il fioretto e che quando uno mi attacca io contrattacco… ho fatto a Cleto Munari immediatamente il nome di Wule Sohinka, Nobel della letteratura nigeriano e ho lasciato Munari senza parole. Con Sohinka Munari è riuscito a terminare la sua fantastica selezione di penne stilografiche e quindi la sua collezione.
Cleto Munari ha amato la Nobile Arte del vetro, ha comperato una fornace e ha suggerito ai maestri di Murano di soffiare per lui la “variazione dei vetri del Veronese”.
Ha avuto una casa a Venezia sul Canal Grande dove ha ospitato “il mondo”!
A Vicenza dove ha abitato dal 2000 ha fatto una mostra al Museo della città che racchiude il meglio della sua produzione nel 2017.
Ha portato le sue mostre nel mondo dagli Stati Uniti alla Corea della Lettonia al Belgio.
É stato insignito della medaglia d’oro di cittadino benemerito. Ha anche iniziato un progetto in Cina viaggiando diverse volte su Pechino e Shanghai tornando sempre più entusiasmo.
Ora riposa con il suo progetto sospeso delle Panchine d’arte nei luoghi del Palladio.

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